Parlando della pianta del Pero, nell’immaginario comune lo si associa più frequentemente al dolce frutto che tutti conosciamo. Ma il pero nasconde un’anima lignea di grande valore e di cui spesso non si sente parlare.
Legno di Pero
Parlando della pianta del Pero, nell’immaginario comune lo si associa più frequentemente al dolce frutto che tutti conosciamo. Ma il pero nasconde un’anima lignea di grande valore e di cui spesso non si sente parlare.
Il suo legno infatti, compatto, uniforme e naturalmente rosato, è l’alleato preferito dei liutai e dei falegnami di precisione.
Di seguito passeremo in rassegna le sue caratteristiche i suoi usi più intelligenti e i limiti da tenere a mente quando si progetta un mobile in legno di pero.
Come riconoscere il legno di pero
A livello visivo, il colore varia dal beige‑rosato a un caldo bruno tenue che, con il tempo e la luce, vira verso leggere sfumature salmone.
La texture è finissima, quasi setosa, perchè i pori sono così piccoli che a occhio nudo si fatica a distinguerli. Se provassi a passarci un’unghia questa scivolerebbe senza incontrare cavità.
Inoltre, non c’è contrasto tra alburno e durame, cosa che in molti casi semplifica la finitura.
Utilizzi del legno di pero
Nei laboratori di ebanisteria il pero è rinomato per i lavori di precisione, in quanto le fibre compatte reggono bene utensili molto affilati, permettendo giunzioni a tenone e mortasa, pressoché invisibili.
I liutai lo scelgono per tastiere e accessori di strumenti a fiato, come ad esempio flauti e simili. Questo perché, grazie alla sua densità, è in grado di smorzare le vibrazioni indesiderate.
Nel mondo delle impiallacciature, i fogli di pero vengono spesso colorati e usati come alternativa sostenibile all’ebano nero o al palissandro rosso.
In meccanica di alta gamma, un tempo, il legno di pero era la scelta prediletta per ruote dentate di precisione e pialle da falegname (la celebre suola in pero) perché non lascia schegge nei pezzi in lavorazione.
Mobili in legno di pero
Immagina un tavolino da salotto mid‑century: linee pulite, gambe affusolate e una superficie satinata che al tatto sembra seta. Oppure una cassettiera di alta ebanisteria, dove il cassetto scorre senza bisogno di guide metalliche grazie all’estrema stabilità dimensionale del legno. Il pero è perfetto anche per frontali di cucina minimalista. E per chi ama la tradizione, una huche à pain (cassetta per il pane) mantiene costante l’umidità interna, preservando la fragranza delle pagnotte.
Pregi e difetti del legno di pero
Pregi principali
Il vantaggio più evidente è la grana finissima che permette finiture a specchio senza stuccature.
La sua stabilità è molto buona, pertanto se ben mantenuto e curato non presenta un ritiro apprezzabile, in altre parole ante e cassetti restano in quadro negli anni.
Dal punto di vista estetico, la tinta rosata dona calore senza dominare l’ambiente, renendolo facile da inserire in contesti sia contemporanei che classici.
Limiti da considerare
Tutta questa densità il falegname la sente eccome, infatti il pero smussa rapidamente le lame e, se essiccato male, può fessurarsi al cuore producendo scarto.
È inoltre un’essenza che si segna facilmente sotto utensili ad alta velocità, generando una patina brunita poco gradevole. Pertanto bisogna essere extra prudenti quando la si lavora.
Infine, la disponibilità commerciale di tavole lunghe oltre i due metri è limitata e nei progetti dedicati a grandi superfici bisognerà ricorrere a soluzioni ibride.
Domande frequenti sul legno di pero
Il legno di pero è adatto all’esterno?
No, tende ad assorbire umidità se non protetto: è meglio riservarlo ad ambienti interni o utilizzare finiture marine molto coprenti.
Si può tingere facilmente?
In generale assorbe bene coloranti all’acqua, ma conviene applicare un pre‑fondo per uniformare la penetrazione e prevenire macchie scure.
È resistente ai tarli?
Moderatamente, pertanto un ciclo antitarlo preventivo è comunque consigliabile in zone a rischio.
Come si comporta al tornio?
Molto bene: taglio pulito, bordo affilato; attenzione però a non superare velocità elevate per evitare bruciature.
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