Questo legno non è tra i più conosciuti ma gli intenditori, quando lo sentono nominare riescono subito a visualizzare le sue venature fiammate, calde e leggermente rossastre.
Scopriamo il Legno di Olmo
Questo legno non è tra i più conosciuti ma gli intenditori, quando lo sentono nominare riescono subito a visualizzare le sue venature fiammate, calde e leggermente rossastre. Si tratta di un’essenza robusta e spontaneamente resistente all’umidità che ha accompagnato la storia dell’arredo nostrano per secoli, dai telai delle barche ai cruscotti delle auto di lusso. Così in questo articolo, che vuol essere una chiacchierata come se fossimo in falegnameria davanti a una tavola di olmo appena piallata, scoprirai come riconoscerlo, perché la sua radica è così ambita, dove lo si usa oggi e quali vantaggi lo caratterizzano.
Riconoscere il legno di olmo
Quando ti avvicini a una tavola stagionata di questa essenza di sicuro noterai il suo colore, che va dal giallo‑miele al bruno‑rossastro, con fiammature marcate che sembrano lingue di fuoco.
Al tatto sentirai pori decisamente grandi distribuiti in modo diffuso lungo tutto l’anello di accrescimento, caratteristica che permette di distinguerlo subito da essenze più “chiuse” come il faggio.
L’odore è quasi neutro, leggermente dolciastro quando il legno è fresco.
Un’altra caratteristica evidente è la fibra spesso ondulata o intrecciata, che sotto la luce radente crea quell’effetto “specchiato” che molti apprezzano.
Radica di olmo: un piccolo tesoro naturale
Capita che alla base del tronco l’albero sviluppi una crescita anomala fatta di nodi ed occhi, questa è la radica. Qui si apre un mondo a parte, perché piuttosto rara. Essa viene tagliata in sfogliati sottilissimi e mostra un intreccio di vortici e contrasti tridimensionali che nessun’impiallacciatura sintetica può emulare. Magari l’hai già potuta apprezzare guardando un cruscotto di qualche auto d’epoca o di lusso, oppure sui coperchi di cofanetti gioiello.
Utilizzi del legno di olmo
Nella costruzione di mobili di pregio l’olmo è apprezzato per il colpo d’occhio, con venature che sembrano vere e proprie opere d’arte. Inoltre, grazie alla discreta stabilità alle variazioni di umidità lo si può utilizzare anche in listoni di parquet, specialmente nelle cucine open‑space dove l’escursione termica può essere notevole.
Le impiallacciature, specie in radica, restano un classico per ante leggere o pannelli di design, mentre la flessibilità intrinseca del massello consente di curvarlo a vapore per produrre sedie o parti strutturali di piccole imbarcazioni tradizionali.
Mobili in legno di olmo: qualche idea praticissima
- Tavolo da pranzo massello con bordo vivo e finitura a olio naturale: la venatura fiammata diventa protagonista senza bisogno di troppe lavorazioni.
- Credenza moderna abbinata a telaio in abete per limitare peso e movimento del legno.
- Libreria sospesa: pannelli di multistrato rivestiti in olmo riducono il rischio di torsioni e rendono più agevole fissarla a parete.
- Sedie curvate: l’olmo reagisce bene alla curvatura a vapore e restituisce una piacevole elasticità alla seduta.
Pregi e difetti del legno di olmo
Cosa lo rende speciale?
La prima parola che mi viene in mente è flessibilità. Questo perché l’olmo sa assecondare egregiamente ogni fantasia del cliente e del falegname. Allo stesso tempo non teme l’acqua, basti pensare che i carpentieri di un tempo lo impiegavano per parti immerse di pontili e pale di mulino. Esteticamente, poi, l’effetto fiamma regala personalità immediata anche a un arredo minimale.
E i limiti?
Certamente ci sono anche questi, che possono però essere gestiti egregiamente in fase di stagionatura e lavorazione. Quindi da una parte ha un tasso di ritiro un po’ più marcato rispetto al rovere, laddove la stagionatura non sia eseguita correttamente. I pori poi molto aperti fanno sì che assorba grande quantità di finitura, pertanto va sempre applicato un fondo riempitivo se si desidera una superficie perfettamente liscia. Infine, la disponibilità sul mercato è altalenante, quindi programmare l’approvvigionamento con largo anticipo non è mai una cattiva idea.
Domande frequenti sul legno di olmo
Posso usare un mobile in olmo all’esterno?
Sì, purché non sia a contatto diretto con il terreno e venga protetto con un olio o una vernice poliuretanica di qualità nautica.
È vero che l’olmo è vulnerabile ai tarli?
Direi che si colloca a metà strada: più resistente del pino, meno del cedro.
Quali differenze ci sono tra olmo europeo e olmo americano?
L’olmo rosso americano tende a una tonalità più chiara e ha densità leggermente inferiore; quello europeo (olmo campestre) si distingue per venature più contrastate e fibra spesso intrecciata.
La finitura all’acqua è compatibile?
Assolutamente sì, a patto di sigillare i pori con un fondo trasparente: in questo modo eviti assorbimenti irregolari che potrebbero far apparire la superficie macchiata.
Se hai ancora qualche domanda, non esitare a contattarci o a visitare il nostro laboratorio a Bosco Chiesanuova, Verona.