Immagina di accarezzare un piano in legno massello e percepirne la setosità senza avvertire alcun odore chimico. Niente solventi che pungono il naso, nessuna emissione notturna che peggiora la qualità dell’aria di casa tua.
Colorazioni naturali per il legno
Immagina di accarezzare un piano in legno massello e percepirne la setosità senza avvertire alcun odore chimico. Niente solventi che pungono il naso, nessuna emissione notturna che peggiora la qualità dell’aria di casa tua.
Questa non è fantascienza ma una scelta.
Tutto ciò è possibile, basta scegliere finiture naturali e prive di composti organici volatili (VOC).
Innovare col passato
Quando applichiamo una vernice sintetica tradizionale, una parte del prodotto evapora sotto forma di solventi: è qui che nascono i VOC. Questi possono irritare vie respiratorie, occhi e pelle.
Esistono pertanto alcune alternative naturali come le terre colorate, gli oli, le cere e molto altro, per poter tingere, proteggere e valorizzare un artefatto. Queste alternative ci vengono tramandate dal passato e noi di Duegi abbiamo perfezionato e personalizzato queste “antiche ricette” per portarle ad un livello superiore.
Legname certificato e economia circolare
Apriamo una piccola parentesi. L’idea di utilizzare prodotti naturali per tingere, trattare e proteggere i nostri prodotti in legno non va vista come una “chicca” di Duegi, fine a sé stessa. Per Noi è una questione di scelte: una di quelle identitarie che ci caratterizza dalla nostra apertura, oltre 30 anni fa. Una scelta che fa parte di un modo di pensare e lavorare più ampio, sostenibile e circolare.
Tutto infatti parte dal materiale grezzo, ossia il legname, che proviene da foreste gestite responsabilmente e in ottemperanza con le legislazioni locali. Altro pilastro portante è la circolarità del nostro agire: riuso, riparo, reinvento. Ecco perché recuperiamo travi e tavolati da edifici storici per trasformarli in mobili o pavimenti.
Nella pratica, ogni trave antica ripulita e riutilizzata è un albero che rimane in piedi.
Terre naturali: la tavolozza più antica del mondo
Colorare un mobile senza ricorrere a pigmenti sintetici è possibile. Le terre colorate, come gli ossidi di ferro, l’ocra, la sienite, sono tutte polveri finissime che si mescolano con acqua o con oli naturali per genera un pigmento.
Queste polveri provengono dalla naturale degradazione di rocce presenti in natura e una volta stese, offrono una buona resistenza alla luce (non scoloriscono al sole), sono atossiche e offrono una vasta gamma cromatica per esaltare le venature del legno senza coprirle.
Oli duri e cere: protezione e tatto setoso
Olio di lino cotto, tung, soia o canapa sono tutti estratti vegetali che penetrano in profondità, si ossidano a contatto con l’aria e creano una barriera idro‑repellente che lascia però respirare il legno. Essi si possono combinare con cera d’api o cera di carnauba, formando finiture morbide al tatto e facili da ripristinare.
Gommalacca: la resina che fa brillare i classici
Se desideri lucentezza e profondità, la gommalacca è la risposta naturale. Si tratta di una resina organica secreta dall’insetto Tachardia lacca raccolta in scaglie, sciolta poi in alcol alimentare e stesa in più mani sottilissime con un tampone di cotone. Il risultato è un film trasparente, caldo e vellutato che nei secoli ha impreziosito mobili d’alta ebanisteria e strumenti musicali.
Conclusione
Scegliere finiture naturali non significa scendere a compromessi con estetica o durata:, ma piuttosto significa prendersi cura dell’ambiente, migliorare l’aria che respiriamo e mantenere viva la possibilità di restaurare ogni mobile in futuro. Se vuoi toccare con mano campioni oliati, cerati o lucidati a gommalacca, passa nel nostro show room a Bosco Chiesanuova.