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Una Vita Eco-Sostenibile

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Lo stile di vita. Si sente tanto nominare questo concetto ma cosa rappresenta davvero? Lo stile di vita in astratto, equivale all’insieme di pensieri e di azioni che caratterizza ogni singolo individuo. Ecco dunque che...

Una Vita Eco-Sostenibile

 

Lo stile di vita. Si sente tanto nominare questo concetto ma cosa rappresenta davvero?

 

Lo stile di vita in astratto, equivale all’insieme di pensieri e di azioni che caratterizza ogni singolo individuo.

Ecco dunque che nell’idea di stile di vita rientrano oltre che le azioni anche i pensieri di ciascuno.

Una vita eco-sostenibile passa dunque da uno stile di vita, nella mente e nelle azioni, più in linea con l’ecosistema.

 

Tutti Noi abbiamo delle necessità ed aspirazioni. Come le avevano i nostri genitori e come le avranno i nostri figli. Oggi, siamo arrivati al punto di chiederci se il domani sarà bello come lo è stato ieri. Ci interroghiamo, se i nostri figli avranno le stesse risorse ed opportunità dei genitori.

 

Il primo punto da rivalutare è proprio insito a queste domande. Perché i figli dovrebbero volere le stesse cose che desideravano i genitori. In termini pratici, se pensiamo allo stereotipo di “vita di successo” in voga per decenni e tutt’oggi ancora sponsorizzato da alcuni, l’apice della realizzazione (personale e professionale) coincide con il momento in cui una persona ha molto denaro, tanti beni e può disporre delle risorse a suo piacimento, non badando minimamente se tale comportamento ha ripercussioni sugli altri o sul pianeta.

 

Questo concetto di successo e di stile di vita ideale, è destinato a cambiare. Il tempo e le esperienze avranno un valore maggiore del denaro e dei beni posseduti. Così come avere beni (mobili ed immobili) che rispettano la natura, sarà visto come più virtuoso rispetto ad avere beni che rappresentano uno spreco di risorse collettive. Basti pensare a certe macchine o certi immobili definibili a pieno titolo come eco-mostri.

 

Bisogna realizzare che i sentimenti e pensieri negativi non spariscono aumentando le proprietà ed il conto in banca. Così anche la felicità è un concetto disgiunto del denaro, che si può raggiungere restando in armonia con la natura.

 

 

A questo punto diventa evidente che il rispetto per l’ambiente, attraverso uno stile di vita eco-sostenibile è prima di tutto un fenomeno culturale. Un bambino quando nasce, desidera semplicemente giocare e vivere momenti felici con i propri genitori. Cosa diventerà da grande è frutto, in buona parte, degli insegnamenti che riceverà, da parte della famiglia, scuola, amici e altre istituzioni.

 

Il vero cambiamento per l’affermazione di uno stile di vita eco-sostenibile dovrà partire da questo. Vivere secondo i ritmi della natura è “figo”, mi fa stare bene e ci fa stare bene.

 

Da qui a cascata partono tutte le varie declinazioni di questo nuovo Life-Style.

 

Mangiare in maniera sostenibile significa scegliere i prodotti, il cui impatto sull’ambiente è contenuto. Si parte dal Biologico, fino al km zero, sempre nel rispetto della stagionalità dei prodotti.

 

Acquistare in maniera sostenibile significa scegliere brand che si adoperano in progetti di salvaguardia ambientale e che utilizzano tessuti e processi produttivi virtuosi. Poi, oltre a valutare l’azienda che produce un determinato prodotto, possiamo a nostra volta verificare se sul mercato è presente un determinato oggetto progettato in maniera sostenibile. Ad esempio uno spazzolino può essere di plastica o di legno. Così come il mobilio, infatti, si possono sostituire tanti materiali più o meno plastici ed artificiali con il legno. Ad esempio pensiamo alle sedie di plastica, che possono certamente essere rimpiazzate da sedie in legno, così come gli infissi, le tapparelle e moltissimi oggetti di utilizzo quotidiano. 

 

Il risparmio energetico e di risorse naturali, potrebbe diventare una vera e propria materia di studio. Sarebbe bello crescere generazioni, che fin dalla più tenera età, siano abituate a guardare il mondo come una madre e a prendersene cura con tale premura.

 

Pensare in maniera circolare è una questione di abitudine, perché spesso il confine tra un oggetto da buttare ed uno riutilizzabile se riparato, non esiste. 

 

Quanti oggetti, indumenti e altro ancora, vengono portati in discarica. E quanti di questi a possono essere riutilizzati, rivenduti o semplicemente regalati?

 

Una menzione particolare va dedicata ai packaging sovrabbondanti e alla plastica. Vi sono prodotti in commercio che hanno un numero di involucri davvero ingiustificato. Bisogna scartare tre, quattro, anche cinque sacchetti o scatoline varie, per arrivare al contenuto. Come dicevamo, anche la plastica ha sempre meno motivo di essere il materiale prescelto per contenere un determinato prodotto.

 

 

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Al prossimo articolo. Un Saluto da Giulio e Giuseppe, gli artigiani verdi. 

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