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Legno e Impronta Ecologica

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Qualche tempo fa è uscito in una rivista di settore* un articolo interessante che metteva in relazione l’impronta ecologica con i prodotti in legno, nello specifico le case in legno. In questo articolo emerge in maniera abbastanza evidente come...

 

LEGNO E IMPRONTA ECOLOGICA

Qualche tempo fa è uscito in una rivista di settore* un articolo interessante che metteva in relazione l’impronta ecologica con i prodotti in legno, nello specifico le case in legno. In questo articolo emerge in maniera abbastanza evidente come il legno sia un'ottima soluzione per ridurre al minimo le emissioni di gas serra in atmosfera. 

Per affrontare questo discorso bisogna avere ben chiari due concetti: Carbon Footprint e Emdodied Energy.

Il primo concetto si riferisce all’”impronta di carbonio”. Che in parole povere rappresenta la stima della quantità di gas serra che vengono emessi per realizzare un determinato prodotto. Generalmente questo numero è espresso in chili o tonnellate di anidride carbonica. Embodied Energy invece si riferisce all’energia incorporata dal legno. Quindi la somma delle energie necessarie alla filiera del legno per esistere: trasporto, trasformazione, riciclaggio e smaltimento della materia prima. 

Facendo un passo indietro e magari risultando scontati, chiariamo che questa visione ha come presupposto il fatto che i gas serra portano al surriscaldamento globale e conseguentemente più ne vengono emessi e peggiori gli effetti saranno nei confronti del pianeta e delle specie che lo abitano.

Essendo artigiani che creano praticamente qualsiasi cosa dal legno, da uno sgabello ad una casa, passando da letti in legno di cirmolo e tavoli in legno massello, ci troviamo nel settore manifatturiero. In questo campo, specialmente quello delle costruzioni, è emerso il concetto di Bioedilizia. Questa si occupa in maniera pratica di creare e realizzare case ed edifici che siano energeticamente ottimizzati, utilizzando materiali ecosostenibili a basse emissioni.

Ecco che il legno è la star indiscussa di questa nuova visione di costruire. È proprio vero tutto ritorna. Il legno ha accompagnato l’uomo dalla sua comparsa sulla terra e dopo averlo messo in secondo piano per un po’ di tempo, siamo tornati a vedere in lui tutte le meravigliose caratteristiche che ci ha regalato madre natura quando ha concepito questo strabiliante materiale.

Mettendosi gli “occhiali” dell’uomo contemporaneo occidentale possiamo dire quindi che la “carbon footprint” del legno è molto bassa. Perché il legno ha come qualità intrinseca proprio quella di trattenere carbonio al proprio interno. Se ci pensi, un albero respira al contrario di un essere vivente del regno animale. Infatti, “inspira” anidride carbonica, per “espirare” ossigeno. In questo processo intrappola anidride carbonica nel proprio fusto. Quindi lo stesso oggetto sia esso una casa o una sedia, ha un’impronta di carbonio diversa a seconda che si scelga come materiale la plastica piuttosto che il legno. Tutto ciò che è in legno diventa un vero e proprio magazzino di anidride carbonica che altrimenti sarebbe in atmosfera. Ù

Il dato più interessante è che la filiera del legno, se gestita in maniera virtuosa, immette nell’atmosfera meno CO2 rispetto a quella immagazzinata dalle piante utilizzate. Il bilancio quindi è positivo a favore dell’uomo e del pianeta. 

Spostando il focus su un concetto appena menzionato ossia la filiera del legno, va detto che questo materiale necessita di una serie di lavorazioni molto inferiori rispetto ad altri materiali, generando così un risparmio energetico ed un minor impatto ambientale.


*https://www.marlegno.it/blog/case-in-legno/carbon-footprint-ed-embodied-energy-limpatto-ambientale-delle-case-legno

 

Ci vediamo al prossimo articolo!

Un Saluto da Giulio e Giuseppe.

 

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